{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2012-02-16", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-108_2012-02-16.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=110891&nX40_KEY=4921772&nTrefferzeile=45&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "889902343a20e13866f5d931c063cc0e"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.108"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 16.02.2012 17.2011.108"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Commette assassinio chi, per estremo egoismo in un contesto privo di conflittualità imputabile alla vittima, uccide l'ex compagna che rifiuta di ricominciare la convivenza.  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Semplicemente, “lui pensa che ce l’ha” (AI 227 pag. 6 verso il mezzo).\nRisulta, quindi, evidente che il pensiero di un altro uomo non aveva raggiunto - come l’appellante ha tentato di far credere per evidenti fini difensivi - la forma di un soggettivo convincimento ma rimaneva una mera ipotesi. Ipotesi, del resto, tipica di quegli uomini completamente acritici con sé stessi che non possono (o non vogliono) spiegarsi la fine di una relazione se non con la tesi di un altro uomo cui la donna, per inclinazioni poco serie, abbia ceduto.\nIn realtà, come visto sopra, non è assolutamente provato né che ACPR 1 abbia dato motivo di gelosia con comportamenti discutibili né, tantomeno, che ella abbia intrattenuto relazioni sentimentali né prima della fine della convivenza con AP 1 né prima dell’inizio del rapporto affettivo con Br. che è ben successivo all'aggressione del 12 giugno 2010.\n21. Dunque, sostanzialmente incapace di accettare la fine della sua relazione, AP 1 ha iniziato da subito dopo il suo rientro in __________ , ad assumere atteggiamenti tipici dello stalker violento.\n21.1. In una data che non è stato possibile definire con esattezza, ma certamente poco dopo il suo ritorno a __________, AP 1 ha cominciato a minacciare - oltre che insultare pesantemente - l’ex compagna (AI 33 pag. 8).\nDelle minacce hanno parlato concordemente e in modo del tutto credibile sia ACPR 1, sia la sorella, sia il fratello di lei.\nAl riguardo, interrogata subito dopo l’aggressione, la vittima ha detto quanto segue:\n“ … lui è rientrato in __________. E da lì ha cominciato a darmi fastidio. Mi ha anche minacciato più volte di farmi del male, perché lui voleva che io rientrassi con lui in __________ (…) Dopo che AP 1 aveva cominciato a minacciarmi, per telefono e via SMS, io non ho più risposto. Ma ero spaventata perché conosco AP 1 e se diventa nervoso non si controlla più e reagisce.\nSempre in quel periodo avevo iniziato a dormire nella camera con mio fratello (anche lui lavora al cantiere). Avevo paura che AP 1 potesse venire a farmi del male ” (AI 111 verbale d’interrogatorio PS ACPR 1 13.06.2010 pag. 4).\nNel suo secondo interrogatorio - che data del 1. luglio 2010 - la donna ha dichiarato:\n“ Per quanto riguarda le minacce, segnalo che nel periodo 8.5.2010-12.6.2010 ne ho ricevute veramente tante da parte di AP 1 attraverso il telefono, sia a voce sia via sms. Aggiungo che mi ha minacciata anche attraverso i miei genitori, che abitano in __________, attraverso amici e anche sul posto di lavoro, sempre tramite delle chiamate. All’interlocutore diceva che mi avrebbe ammazzata.\nADR che AP 1 mi ha minacciata perché ci eravamo lasciati e perché aveva capito che io non sarei tornata in __________ con lui, quando invece mi avrebbe voluta a __________ insieme a lui.\nADR che mi è difficile rispondere alla domanda a sapere quante volte sono stata personalmente minacciata al telefono a voce da AP 1. Posso solo fare una stima e indico che, in detto periodo, ho ricevuto telefonate di minaccia dove mi ha chiaramente detto che mi avrebbe ammazzata o rapita (per poi farmi sparire) in almeno 5 occasioni. (…) desidero dire che, prima dei fatti del 12.6.2010, ho cancellato tanti messaggi dal mio cellulare. Tanti di questi messaggi cancellati provenivano da AP 1 e si trattava di messaggi minacciosi e con i quali sono stata anche insultata. Avrò cancellato, stimo, almeno 50 sms di AP 1. Li ho cancellati perché la memoria era piena” (AI 33 pag. 8).\nLa sorella della vittima ha, al proposito, dichiarato che, ben presto dopo la sua partenza da __________, AP 1 cominciò a minacciare ACPR 1 e che, a partire dall’8 maggio 2010 (episodio di cui diremo in seguito), lui si fece più “duro”, con minacce di morte esplicite:\n“ Posso dire che AP 1 minacciava mia sorella da diverso tempo. Posso dire che inizialmente non era tanto duro ma il peggio è cominciato il giorno 8 maggio 2010. Da quel giorno ha cominciato a dire che voleva ammazzare mia sorella ACPR 1 e pure che si sarebbe suicidato in seguito. Questo lo posso dire perché mi mandava dei messaggi SMS sul mio telefono cellulare e pure perché mi telefonava dicendomele direttamente a voce” (AI 111 verbale R. 16.06.2010 pag. 4; cfr., pure, AI 149 pag. 5-7 e AI 150 in cui il marito della sorella della vittima conferma che la moglie riceveva parecchie telefonate minatorie da AP 1 precisando che “ad un certo punto AP 1 è diventato insistente nel senso che ha iniziato a chiamare al telefono mia moglie anche di notte. A partire da un certo momento lei non ha più risposto” (AI 150 pag. 4).\nAnche dalla deposizione del fratello dell’accusatrice privata emerge che AP 1 ha iniziato a formulare le sue minacce all’inizio del mese di maggio 2010, in ogni caso prima dell’11 maggio 2010. Da tale testimonianza emerge, inoltre, con chiarezza che le minacce proferite erano pesanti al punto che la donna, impaurita, aveva chiesto al fratello di non lasciarla sola:"}