{"Signatur": "TI_CARP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2011-10-27", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2011-103_2011-10-27.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=109502&nX40_KEY=4921811&nTrefferzeile=53&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "a54387db29956cee2cc3a946ce25cdab"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2011.103"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 27.10.2011 17.2011.103"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale 27.10.2011 17.2011.103"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale 27.10.2011 17.2011.103"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Corte di appello e di revisione penale "}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Corte di appello e di revisione penale "}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Commutazione del lavoro di pubblica utilità in pena detentiva. 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Competenza del Procuratore pubblico ex art. 363 cpv. 2 CPP\n\n|\n|\n|\n|\n|\n||\n|\nIncarto n. |\nLocarno 27 ottobre 2011/mi |\nIn nome |\n|\n||\n|\nLa Corte di appello e di revisione penale |\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposta dai giudici: |\nGiovanna Roggero-Will, presidente, Franco Lardelli e Damiano Stefani |\n|\nsegretaria: |\nSara Lavizzari, vicecancelliera |\nsedente per statuire sul reclamo presentato l’8 settembre 2011, a norma degli art. 393 cpv. 1 lett. b CPP (fed) e 12 cpv. 1 lett. a Legge sull'esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti (LEPM), da\n|\n|\nRE 1,\n|\n|\n|\n|\ncontro la sentenza emanata nei suoi confronti il 1. settembre 2011 dal Giudice dei provvedimenti coercitivi |\n|\nesaminati gli atti;\nritenuto\nin fatto: A. Con decreto d’accusa n.1471/2010 del 29 marzo 2010, il sostituto procuratore pubblico ha ritenuto RE 1 colpevole di elusione di provvedimenti per accertare l’incapacità alla guida, abuso della licenza e delle targhe, circolazione senza licenza di condurre, circolazione senza licenza di circolazione e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, e ne ha proposto la condanna a 180 ore di lavoro di pubblica utilità con l’avvertenza che, se lo stesso non fosse stato prestato nel termine stabilito dall’autorità d’esecuzione, ne sarebbe stata ordinata la commutazione in pena pecuniaria o in pena detentiva (art. 37 e 39 CP).\nRE 1 è stato, inoltre, condannato al pagamento della tassa di giustizia e delle spese giudiziarie.\nB. Il decreto d’accusa è passato in giudicato, non avendo il condannato interposto opposizione.\nC. Con scritto del 16 novembre 2010, la Sezione dell’esecuzione delle pene e delle misure (di seguito: SEPEM) ha convocato RE 1 alfine di organizzare l’esecuzione delle 180 ore di lavoro di pubblica utilità a lui inflitte per il 23 novembre alle ore 14.00.\nNon essendosi il condannato presentato all’incontro previsto e non avendo egli in alcun modo giustificato tale assenza, in data 24 novembre 2010 la SEPEM gli ha inviato un nuovo scritto (tramite invio raccomandato), invitandolo a presentarsi presso i propri uffici il giorno 7 dicembre 2010 alle 9.00 e avvertendolo che, in caso di mancata comparizione, l’incarto sarebbe stato trasmesso alla competente autorità per la commutazione della condanna a lui inflitta in pena pecuniaria o in pena detentiva.\nVisto che RE 1 non ha dato seguito nemmeno a tale citazione, con scritto del 7 dicembre 2010, la SEPEM ha chiesto al Giudice dell’applicazione della pena di valutare se il lavoro di pubblica utilità dovesse essere commutato in una pena pecuniaria o detentiva.\nD. Con sentenza 1° settembre 2011, il giudice dei provvedimenti coercitivi ha commutato la pena di lavoro di pubblica utilità di complessive 180 ore inflitta con decreto d’accusa 23 marzo 2010 a RE 1, in una pena detentiva di 45 giorni.\nE. Con reclamo 8 settembre 2011, RE 1 ha impugnato la sentenza del Giudice dei provvedimenti coercitivi, chiedendo la pronuncia nei suoi confronti di una pena pecuniaria invece di quella detentiva.\nIl giudice dei provvedimenti coercitivi ha comunicato con scritto del 13 settembre 2011 di non avere osservazioni da formulare al reclamo, limitandosi a richiamare quanto già esposto nella decisione impugnata.\nConsiderando\nin diritto: 1. In materia di esecuzione pena, l’art. 12 LEPM prevede dei mezzi di ricorso differenziati a dipendenza del tipo di decisione presa dal Giudice dei provvedimenti coercitivi.\nIl condannato e il Ministero pubblico possono interporre reclamo ai sensi degli art. 393 e segg. CPP contro le decisioni del Giudice dell’applicazione della pena alla Corte di appello e di revisione penale nei casi dell’articolo 10 lett. a, b e k (cpv. 1, lett. a) oppure alla Corte dei reclami penali nei casi dell’articolo 10 lett. c-j (cpv. 1, lett. b).\nLe altre decisioni in materia di esecuzione delle pene e delle misure sono direttamente impugnabili con reclamo alla Corte dei reclami penali entro 10 giorni (cpv. 2).\nLe decisioni di competenza del pubblico ministero o dell’autorità penale delle contravvenzioni ex art. 363 cpv. 2 CPP possono invece essere impugnate secondo le modalità previste in caso di decreto d’accusa, ovvero mediante opposizione (Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, ad art. 365 CPP n. 5; Schmid, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrecht, n. 1395; Schwarzenegger, Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung, ad art. 365 n. 4; Perrin, Commentaire Romand, ad art. 365 n. 13; Bernasconi e altri, Commentario CPP, ad art. 365 n. 2).\nSono invece impugnabili mediante appello, conformemente all’art. 399 cpv. 4 lett. g CPP, le decisioni successive che sono emanate in occasione di una nuova condanna del giudice di prima istanza, anche se l’appello riguarda solo la decisione successiva e non l’ulteriore condanna oggetto del giudizio (Messaggio del 21 dicembre 2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, FF 2006 pag. 989, pag. 1202; Schmid, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrecht, n. 1395; Heer, Basler Kommentar StPO, ad art. 365 n. 6; Schwarzenegger, op. cit., ad art. 365 n. 3; Perrin, op. cit., ad art. 365 n. 12).\n2. Ritenuto che con il reclamo in oggetto viene impugnata la decisione del Giudice dei provvedimenti coercitivi di convertire 180 ore di lavoro di pubblica utilità decretate nei confronti di RE 1 in una pena detentiva di 45 giorni, la competenza di questa Corte a ricevere il presente gravame risulta data."}