Per questo - conclude il ricorrente - “la conclusione del primo giudice secondo cui vi è stata concreta possibilità che alle ore 13.04.25 il ricorrente fosse già in strada non è sostenibile in quanto manifestamente contraria alla concreta realtà dei fatti” (ricorso, pto. 3-4 pag. 2-3). 2.3. Nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle prove, il giudice dispone di un ampio potere di apprezzamento (DTF 129 I 8 consid. 2.1.; 118 Ia 28 consid. 1b; STF 30.03.2007 6P.218/2006) così che, per motivare l’arbitrio, non è sufficiente criticare la decisione impugnata né è sufficiente contrapporvi una diversa versione dei fatti, per quanto sostenibile o addirittura preferibile.