Ciò posto, egli rileva che, anche volendo ammettere che egli sia partito dall’ospedale subito dopo le 13.00, non è “materialmente possibile” giungere in 4 minuti e 25 secondi dal reparto di oncologia al luogo in cui è avvenuta la misurazione radar, considerato come egli avrebbe dovuto “pagare il parcheggio dell’autosilo, riprendere la vettura al relativo piano, partire, lasciare l’autosilo e scendere verso __________ ”. Per questo - conclude il ricorrente - “la conclusione del primo giudice secondo cui vi è stata concreta possibilità che alle ore 13.04.25 il ricorrente fosse già in strada non è sostenibile in quanto manifestamente contraria alla concreta realtà dei fatti” (ricorso, pto.