4a). 3. Secondo la giurisprudenza, quanto alla valenza probante di un rapporto medico, importante è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in piena conoscenza dell’anamnesi del paziente, che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è la sua origine o la sua denominazione quale perizia o rapporto (DTF 125 V 352 cons. 3a, 122 V 160 cons.