Sostanzialmente, l’istante chiede che l’IMI gli venga riconosciuta nella misura stabilita dall’esperto nella perizia fatta allestire dall’istituto convenuto e che tale percentuale venga calcolata in base all’ammontare massimo del guadagno annuo assicurato in vigore nel 2002 e non a quello che era determinante al momento dell’infortunio. Per il ricorrente, dopo l’esecuzione di ben nove interventi chirurgici, un’ulteriore operazione al polso sinistro sarebbe inesigibile. Per questo, il grado d’invalidità dovrebbe essere stabilito in base alla situazione medica attuale e non come se l’intervento di artrodesi fosse stato praticato.