Al datore di lavoro incombe perciò il dovere di tenere un controllo del tempo di lavoro e di riposo conformemente all’art. 21 CCNL. Non è tollerabile e sarebbe contravvenire al dovere di correttezza e di agire in buona fede, se il padrone solo successivamente attribuisse a periodi di fiacco andamento degli affari il significato di riscossione di giorni di vacanza e di riposo, come tenta di fare l’appellante.