Come emergeva a sufficienza dagli atti, la richiesta di onorario dell’architetto includeva, fra l’altro, i lavori di misurazione e parcellazione a decorrere dal 1991 sino al 1996. Nell’atto del trapasso dovevano perciò figurare i costi, valutati approssivamente, relativi al mandato conferito nel 1990 all’archi-tetto. Per quanto riguardava il seguente rimprovero “un vero abuso di potere”, detta accusa rappresentava di per sè una lesione dell’onore. Anche in questo caso era però stata prodotta la prova della verità. Invero il compito affidato all’architetto non era stato sottoposto all’approvazione dell’Assemblea parrocchiale e dell’Ordinariato vescovile.