{"Signatur": "CH_VB_031", "Spider": "CH_VB", "Datum": "1996-08-16", "PDF": {"Datei": "CH_VB/CH_VB_031_JAAC-62-15--_1996-08-16.pdf", "URL": "https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150003818.pdf?ID=150003818", "Checksum": "cd4540c36ad4b104066f13079dab3d1c"}, "Scrapedate": "2026-03-20", "Num": ["JAAC 62.15 \r"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Schweizerische Asylrekurskommission (ARK) 16.08.1996 JAAC 62.15 \r"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Commission suisse de recours en matière d'asile 16.08.1996 JAAC 62.15 \r"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo 16.08.1996 JAAC 62.15 \r"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Eidgenossenschaft Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Schweizerische Asylrekurskommission (ARK)"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Conféderation Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Commission suisse de recours en matière d'asile"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Confederazione Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo"}, {"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Commission suisse de recours en matière d'asile, jusqu'à 2006"}], "ScrapyJob": "446973/70/126", "Zeit UTC": "20.03.2026 01:28:27", "Checksum": "d531694954230383918e3243b7e65f58", "Chunktext": "Estratto della sentenza Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo 16.08.1996 JAAC 62.15 \r\n\n4.a. Giusta l’art. 18 CC, gli atti di chi è incapace di discernimento non\nproducono alcun effetto giuridico, riservate le eccezioni stabilite dalla legge. Il\ndiscernimento è definito all’art. 16 CC come la facoltà d’agire ragionevolmente.\nComporta due elementi: uno intellettuale, la capacità d’apprezzare il senso,\nl’opportunità e gli effetti d’un determinato atto, e uno caratteriale, la facoltà\nd’agire in funzione di questa comprensione ragionevole secondo libera volontà\n(cfr. DTF 117 II 232 e relativi riferimenti). In diritto svizzero la capacità di\ndiscernimento è relativa e non va apprezzata in astratto, ma concretamente in\nrapporto a un determinato atto, alla sua natura e alla sua importanza (GICRA\n1996 n. 4, pag. 27), le facoltà richieste dovendo esistere al momento dell’atto\n(cfr. DTF 111 V 61 consid. 3a). Pertanto una medesima persona può essere\nincapace di discernimento in relazione a certi atti e capace per altri (cfr. DTF\n99 III 6 e seg.). La capacità di discernimento viene meno solo per uno dei\nmotivi previsti dall’art. 16 CC, in particolare per effetto d’infermità o debolezza\nmentale, in altri termini di uno stato anormale sufficientemente grave per\navere effettivamente alterato la facoltà d’agire ragionevolmente nel caso\nconcreto e nell’ambito considerato (DTF 88 IV 114).\nb. Lo stato in cui si trovava la persona quando ha compiuto l’atto litigioso\nderiva dagli accertamenti di fatto, mentre la capacità di discernimento in\nrapporto con l’atto in causa è questione di diritto (DTF 111 V 59). La capacità\ndi discernimento è la regola. Essa è presunta: incombe pertanto a colui che\npretende che faccia difetto di provarlo (cfr. DTF 108 V 126 consid. 4). Tale\nprova non è subordinata a particolari esigenze (cfr. DTF 98 Ia 325). In caso di\ninfermità mentale, è possibile che la facoltà d’agire ragionevolmente esista\nmalgrado la causa d’alterazione (cfr. 108 V 126). L’infermità mentale non\nesclude necessariamente il discernimento, ritenuto che la nozione medica è\n\n5\npiù ampia del concetto giuridico. Ne consegue che una perizia medica non\nimplica necessariamente un’inversione dell’onere della prova, riservati i casi\nmanifestamente gravi (cfr. DTF 117 II 235).\nc. Ai sensi dell’art. 29 cpv. 5 OG, applicabile alle procedure d’asilo giusta\nl’art. 12 LAsi e comunque per analogia a tutte quelle rette dalla PA (cfr.\nAndré Grisel, Traité de droit administratif, vol. 2, Neuchâtel 1984, pag. 844\ne relativo riferimento), quando una parte non sia manifestamente in\ngrado di condurre essa medesima la sua causa, il Tribunale può invitarla\na designare un difensore. Se non lo fa entro il termine assegnato, il Tribunale\nle designa un difensore a spese di essa. Questa disposizione non concerne\nla capacità di discernimento e, di conseguenza, quella di stare in giudizio,\nma solamente quella di compiere personalmente tutti gli atti di causa\n(«Postulationsfähigkeit»), ma proprio perché rientra nella capacità delle parti,\nriguarda a sua volta i presupposti processuali. La disposizione di cui all’art. 29\ncpv. 5 OG è d’ordine pubblico e la sua applicazione ricorre d’ufficio in ogni\nstadio della causa (Jean-François Poudret, Suzette Sandoz-Monod, Commentaire\nde la loi fédérale d’organisation judiciaire, vol. 1, Berna 1990/92, ad art. 29\ncpv. 5 OG, pag. 172). La nomina di un avvocato d’ufficio al richiedente l’asilo\ncostituisce un’eccezione al diritto, che la legge riconosce ad ogni persona\navente l’esercizio dei diritti civili, di procedere in giudizio con atti propri.\nEssa s’impone solo quando lo giustificano circostanze oggettive e soggettive\nrelative alla lite o alla personalità della parte (cfr. ibidem, pag. 172). L’articolo\nin questione trova fondamento nel rispetto del diritto delle parti di essere\nsentite prima che una decisione sia presa. La capacità della parte di condurre\nla sua causa è presunta. Costituiscono indizio d’incapacità a procedere\npersonalmente per esempio certe malattie (cfr. ibidem, pag. 172 e relativi\nriferimenti), il comportamento totalmente incoerente della parte in relazione\nalla domanda d’asilo postulata o l’analfabetismo.\n5.a. In casu, nel gravame la ricorrente si duole di una violazione del diritto\nfederale da parte dell’UFR che ha omesso d’ordinare una perizia in ordine\nall’accertamento della di lei capacità di discernimento. In altri termini,\npretende che l’UFR non abbia accertato in modo sufficiente lo stato in cui\nessa si trovava al momento dell’effettuazione delle audizioni sui motivi d’asilo.\nL’autorità inferiore ha dal canto suo ritenuto nel giudizio litigioso che\nl’interessata ha manifestato un comportamento strano, ma che lo stesso\ncomportamento non poteva spiegare di per sé le lacune flagranti che risultano\nnelle ragioni fornite a fondamento della sua domanda d’asilo né trovare\ngiustificazione nel suo grado d’istruzione (meglio sarebbe stato dire nella\nsua incultura). Nella risposta al ricorso, l’UFR ha allegato che la ricorrente\nè stata comunque in grado di lasciare il suo Paese e di venire in Svizzera a\ndeporre una domanda d’asilo, di fare ricorso ad un passatore e d’esporre nel\ncorso dell’audizione federale, seppure succintamente, le ragioni ed i timori\nche l’hanno spinta a lasciare il suo Paese d’origine. Tutti questi elementi\ndimostrerebbero che H. U. è capace di discernimento, opinione confortata dal\nfatto che la rappresentante dell’istituzione di soccorso presente all’audizione\nfederale non ha sollevato obiezioni in merito allo svolgimento dell’audizione e\nalle condizioni dell’interessata. Inoltre, l’UFR ha constatato che l’interessata\nnon è stata sottoposta a tutela e che l’autorità cantonale non avrebbe mancato\ndi designarle un tutore se l’avesse ritenuta incapace d’agire ragionevolmente.\n\n"}