{"Signatur": "CH_VB_015", "Spider": "CH_VB", "Datum": "1997-08-07", "PDF": {"Datei": "CH_VB/CH_VB_015_JAAC-62-47--_1997-08-07.pdf", "URL": "https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150003929.pdf?ID=150003929", "Checksum": "cc949d57a12425f1da8ac8d2a6c937b8"}, "Scrapedate": "2026-03-20", "Num": ["JAAC 62.47 \r"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Steuerrekurskommission 07.08.1997 JAAC 62.47 \r"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Commission fédérale de recours en matière de contributions, jusqu'à 2006 07.08.1997 JAAC 62.47 \r"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Commissione federale di ricorso in materia di contribuzioni 07.08.1997 JAAC 62.47 \r"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Eidgenossenschaft Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Steuerrekurskommission"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Conféderation Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Commission fédérale de recours en matière de contributions, jusqu'à 2006"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Confederazione Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Commissione federale di ricorso in materia di contribuzioni"}], "ScrapyJob": "446973/70/126", "Zeit UTC": "20.03.2026 01:27:31", "Checksum": "6d9d3af68a63a1df9589023e8065081a", "Chunktext": "Estratto della sentenza Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Commissione federale di ricorso in materia di contribuzioni 07.08.1997 JAAC 62.47 \r\n\n 14\nrendiconto. L’AFC stessa, con il proprio comportamento, ha fatto in modo\nche non fosse possibile stabilire con esattezza l’ammontare dei debiti da\ngarantire. Tuttavia, anche nell’ipotesi in cui avesse agito correttamente ed\niscritto immediatamente la ricorrente, essa avrebbe avuto a quel momento il\ndiritto di esigere la presentazione di garanzie, poiché, come visto, la richiesta\ndi garanzie per crediti futuri in materia di IVA va ammessa. La procedura\ndell’amministrazione, viziata all’inizio, non ha dunque avuto conseguenze\ngravi sull’esistenza dei debiti da garantire. Non sta alla Commissione adita\ndeterminare ora quali siano le altre conseguenze dell’atto contrario al diritto\ncommesso dall’AFC.\nb. Per quanto concerne i motivi che stanno alla base della richiesta di\ngaranzie, è opportuno procedere all’esame della loro fondatezza.\naa. È dapprima evidente che il comportamento del sig. R., nella sua qualità\ndi organo della ricorrente, le va imputato. Come visto (sopra consid. 3c/bb),\ninfatti, una persona giuridica non può, in sé, assumere un comportamento od\nomettere di pagare nei termini fissati. Alla ricorrente va quindi imputata\nl’attitudine del suo amministratore principale. Vero è che al momento\ndella richiesta di garanzie, il 16 agosto 1996, non era possibile muovere\nalcun rimprovero al sig. R., né alla ricorrente. Ne dovrebbe derivare che\nil presupposto dell’esistenza di una messa in pericolo non era adempito? No.\nNon è contestato che il sig. R. faceva parte, in passato, di una società che era\nfallita e i cui debiti fiscali non furono onorati. Non è nemmeno contestato che\nil sig. R. ne era l’amministratore principale e che sottoscriveva i rendiconti ICA.\nInfine, risulta chiaramente dall’incarto che gli obblighi di diritto pubblico della\nsocietà fallita furono scientemente trascurati, e ciò a favore di quelli di diritto\nprivato. La Commissione di ricorso ritiene che tale negligenza fu sistematica,\nch’essa rappresentò sempre un rischio latente per l’adempimento degli\nobblighi di diritto pubblico e che essa può infine essere definita grave, tenuto\nconto del principio secondo cui l’imposta poteva essere trasferita (decisione\ndella CRC dell’11 luglio 1996, SRK 23/95, in re T. contro l’AFC, consid. 7b; Xavier\nOberson, Les principes directeurs et constitutionnels régissant la taxe sur la\nvaleur ajoutée, RDAF 1997, n. 1, pag. 38). In questo momento, è soprattutto\ngiustificato considerare che l’ammontare dei debiti d’imposta precedenti, che\nsono per l’amministrazione definitivamente persi, è importante e che, come\nrisulta da numerosi documenti agli atti, in quell’occasione l’AFC sprecò un\ntempo considerevole nell’effettuazione di misure d’esecuzione forzata di ogni\ntipo. E non solo l’ammontare è oggettivamente elevato, ma esso concerne\npure un lasso di tempo relativamente ampio. La fiducia, prima minacciata\ne poi persa a causa del comportamento del sig. R., è un elemento generatore\n- causale - evidente del pericolo attuale - ossia al 16 agosto 1996 -, e ciò poiché\nla ricorrente è «succeduta» alla vecchia società fallita, il medesimo giorno, vale\na dire il 20 novembre 1995, in condizioni particolari e non contestate (identità\ndi luogo, d’attività, di sede). Evidentemente, il rischio del mancato pagamento\npoteva nuovamente verificarsi, considerata la posizione del sig. R. nonché\ntutte le ulteriori circostanze menzionate. Il pericolo era insito nella persona\ndel sig. R., dei cui atti la ricorrente risponde al momento della decisione\ndell’AFC, sia per quanto concerne la riscossione dei debiti passati (nati prima\ndel 16 agosto 1996), sia per quelli futuri (che sarebbero sorti successivamente).\nIl pericolo è chiaramente dato, alla luce delle circostanze, mentre il fatto che\nesso tragga origine nel comportamento passato del sig. R. quale organo di\n\n"}