{"Signatur": "CH_VB_015", "Spider": "CH_VB", "Datum": "1996-10-22", "PDF": {"Datei": "CH_VB/CH_VB_015_JAAC-61-65--_1996-10-22.pdf", "URL": "https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150003560.pdf?ID=150003560", "Checksum": "4a4f530ed4f5ac088b5d39bd0abe8e34"}, "Scrapedate": "2026-03-20", "Num": ["JAAC 61.65 \r"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Steuerrekurskommission 22.10.1996 JAAC 61.65 \r"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Commission fédérale de recours en matière de contributions, jusqu'à 2006 22.10.1996 JAAC 61.65 \r"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Commissione federale di ricorso in materia di contribuzioni 22.10.1996 JAAC 61.65 \r"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Eidgenossenschaft Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Steuerrekurskommission"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Conféderation Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Commission fédérale de recours en matière de contributions, jusqu'à 2006"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Confederazione Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Commissione federale di ricorso in materia di contribuzioni"}], "ScrapyJob": "446973/70/126", "Zeit UTC": "20.03.2026 01:27:58", "Checksum": "825d0db36f7aaf34ddc1b9da32276cf7", "Chunktext": "Estratto della sentenza Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Commissione federale di ricorso in materia di contribuzioni 22.10.1996 JAAC 61.65 \r\n\n 6\nAubert, op. cit., pag. 176; Paul Richli, Verfassungsrechtliche Anforderungen\nan die Mehrwertsteuer, in L’expert-comptable suisse / Der Schweizer\nTreuhänder [L’EC] 5/1995, pag. 355; Moor, op. cit., pag. 258). Contrariamente ad\nesempio al caso di un’ordinanza che s’ingerisce in una competenza cantonale\n(art. 83 lett. a OG e art. 113 cpv. 1 n. 1 Cost.), questo controllo non può essere\nastratto, ma può intervenire solo in un caso concreto. Trattasi di un controllo\npregiudiziale o accessorio, cioè di un controllo esercitato in occasione di un\nlitigio che vede opposte due parti (DTF 119 Ia 241 consid. 5; Aubert, op. cit.,\npag. 176 e seg.; Zimmermann, op. cit., pag. 35 e segg. e pag. 95 e segg.). In\ndiverse occasioni il Tribunale federale ha fatto prova di riserbo nell’esame di\ntali ordinanze, come ad esempio nel caso delle ordinanze adottate in virtù\ndei pieni poteri conferiti dall’Assemblea federale al Consiglio federale il\n3 agosto 1914 e il 30 agosto 1939, che il Tribunale federale ha rifiutato di\ncensurare, considerandole delle leggi formali (DTF 41 I 551, 44 I 87, 46 I 305,\n68 II 322, 78 I 263; Grisel, op. cit., pag. 326 e seg.; Auer, op. cit., pag. 117 e seg.;\nZimmermann, op. cit., pag. 108 e seg.). Tale è pure il caso delle ordinanze\nfondate sui poteri economici e finanziari speciali (DTF 64 I 220, 68 II 91, 68 II\n308; Zimmermann, op. cit., pag. 109 e nota 89) e delle cosiddette ordinanze\ndi polizia, che si fondano sull’art. 102, n. 8, 9 e 10 Cost. Trattandosi dell’OIVA,\nper contro, l’esigenza di tali riserve non si giustifica. Innanzitutto le ragioni\ndi ordine politico o storico che sono all’origine delle riserve appena ricordate\nnon esistono nella fattispecie. Ci si trova inoltre in un ambito fiscale, dove il\nprincipio della legalità esercita un ruolo particolarmente importante (Grisel,\nop. cit., pag. 395; Ernst Blumenstein / Peter Locher, System des Steuerrechts,\nZurigo 1992, pag. 22; Archiv für schweizerisches Abgaberecht [ASA] vol. 57\npag. 163 consid. 4, vol. 48 pag. 84 consid. 3, vol. 41 pag. 600 consid. 3). A fortiori\nnon ci si può esimere da un controllo di livello costituzionale. Infine, trattasi di\nun campo importante, che si estende dalla nascita dell’imposta sino alla sua\nriscossione e che è concepito per un lungo periodo. La Commissione di ricorso\nha quindi il diritto e il dovere di controllare senza limiti la costituzionalità\ndell’OIVA.\nd. Per quel che concerne l’intensità e la misura del controllo, appare\nopportuno, vista l’esistenza di principi che devono essere osservati (art. 8\ncpv. 2 disp. trans. Cost.), di procedere, mutatis mutandis, come per il\ncontrollo di un’ordinanza dipendente di sostituzione. Si tratta quindi\nlogicamente di riprendere la giurisprudenza e la dottrina in materia di delega\nlegislativa. In maniera generale il Tribunale federale non controlla la censura\ndell’inadeguatezza. Esso si limita a verificare che la disposizione in causa resti\nentro i limiti della delega, permetta di raggiungere lo scopo voluto e faccia\nuso di mezzi proporzionati (DTF 122 V 93 consid. 5 a bb, 121 II 467 consid. 2a,\n120 V 457 consid. 2b con rinvio a DTF 118 V 225 consid. 2b e 118 Ib 538, 120 Ib\n102 consid. 3a, 119 Ia 245 consid. 5a, 119 IV 262 consid. 2; Zimmermann, op.\ncit., pag. 110 e segg.; Auer, op. cit., pag. 196 e segg.; Imboden/Rhinow, op. cit.,\nvol. I, pag. 1060 e seg.; René A. Rhinow / Beat Krähenmann, Schweizerische\nVerwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea / Francoforte sul\nMeno 1991, pag. 452; Blaise Knapp, Précis de droit administratif, Basilea /\nFrancoforte sul Meno, pag. 71; si veda pure Zaccaria Giacometti, Die\nVerfassungsgerichtsbarkeit des schweizerischen Bundesgerichts, Zurigo 1933,\npag. 90 e segg.). Da una prima analisi risulta che i principi previsti all’art. 8\ncpv. 2 disp. trans. Cost. non sono sufficienti per il funzionamento di tutto il\nsistema IVA. Il cpv. 2 non dà alcuna indicazione su questioni indispensabili\n\n"}