{"Signatur": "CH_VB_013", "Spider": "CH_VB", "Datum": "2005-03-01", "PDF": {"Datei": "CH_VB/CH_VB_013_JAAC-69-135--_2005-03-01.pdf", "URL": "https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150006836.pdf?ID=150006836", "Checksum": "4dcd567a137ea96403290f072f7d5156"}, "Scrapedate": "2026-03-20", "Num": ["JAAC 69.135 \r"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Europäischer Gerichtshof für Menschenrechte 01.03.2005 JAAC 69.135 \r"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Cour européenne des droits de l'homme 01.03.2005 JAAC 69.135 \r"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Corte europea dei diritti dell'uomo 01.03.2005 JAAC 69.135 \r"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Eidgenossenschaft Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Europäischer Gerichtshof für Menschenrechte"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Conféderation Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Cour européenne des droits de l'homme"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Confederazione Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Corte europea dei diritti dell'uomo"}], "ScrapyJob": "446973/70/126", "Zeit UTC": "20.03.2026 01:21:01", "Checksum": "90bc8b95c94d351be6617009c30dcde5", "Chunktext": "Extrait de l'arrêt Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Cour européenne des droits de l'homme 01.03.2005 JAAC 69.135 \r\n\n 2\npflegte. Das Bundesgericht gab dem Beschwerdeführer nicht nur\nungehinderten Zugang zu sämtlichen Akten, sondern stellte überdies\nsicher, dass er die Zusammenfassung des wesentlichen Inhalts der\nvertraulichen Dokumente tatsächlich einsehen und kommentieren\nkonnte.\n- Das Verhalten des Beschwerdeführers gefährdete zudem die\ninternationalen Beziehungen der Schweiz.\n- Bezüglich der privaten und familiären Interessen des\nBeschwerdeführers gilt festzuhalten, dass eine Rückkehr mit seiner\nFamilie nach Serbien-Montenegro, übrigens auch Heimatstaat\nseiner Frau, durchaus denkbar wäre. Für die minderjährigen\nKinder bedeutete dies zwar Unannehmlichkeiten, die freilich nicht\nunüberwindbar sind. Dazu kommt, dass der Beschwerdeführer bereits\nvor der Einreisesperre des Bundesrates durch seine wiederholten\nlangen Auslandsaufenthalte erhebliche Einschränkungen seines\nFamilienlebens auf sich genommen hat. Schliesslich kann die\nMassnahme auf Gesuch hin vorübergehend ausser Kraft gesetzt\nwerden.\n- Demzufolge trägt die Einreisesperre trotz ihrer Härte den\nverschiedenen Interessen hinreichend Rechnung.\nArt. 13 EMRK. Recht auf eine wirksame Beschwerde.\n- Das Recht auf eine wirksame Beschwerde gilt auch dann, wenn eine\nAusweisung oder Einreisesperre im Interesse der nationalen Sicherheit\nverhängt wird und diese Massnahme in das Recht auf Achtung des\nPrivat- und Familienlebens eingreifen könnte.\n- Vorliegend hat das Bundesgericht die bundesrätliche Einreisesperre\ncontra legem auf ihre Rechtmässigkeit überprüft und auf diese Weise\nArt. 13 EMRK Nachachtung verschafft.\n\nDivieto d’entrata deciso dal Consiglio federale. Necessità della misura\nin una società democratica. Potere d’esame della Corte europea dei\ndiritti dell’uomo (in seguito: la Corte). Giusto equilibrio fra gli interessi\nconcorrenti dell’individuo e della società nel suo complesso. Diritto ad\nun ricorso effettivo.\nArt. 8 § 2 CEDU. Ingerenza nel diritto al rispetto della vita privata e\nfamiliare. Condizioni.\n- L’ingerenza nel diritto al rispetto della vita familiare e privata\ndel ricorrente si basa sull’art. 184 cpv. 3 Cost. Questa disposizione\ncostituisce una base legale sufficiente dal punto di vista della\nConvenzione.\n- Decisa per salvaguardare la sicurezza nazionale, la sicurezza\npubblica, la difesa dell’ordine e la prevenzione delle infrazioni,\nl’ingerenza persegue uno scopo ammissibile.\n\n3\n- Non è competenza della Corte riesaminare i fatti constatati dalle\nautorità interne, almeno finché le decisioni, fondate su fonti di\ninformazioni affidabili, non sembrano arbitrarie.\n- Nella fattispecie, il Tribunale federale ha fornito sufficienti ragioni a\nsostegno della sua tesi secondo cui il ricorrente intratteneva rapporti\nimportanti con la criminalità organizzata in Albania e nel Kosovo.\nInoltre, questo tribunale ha non solo accordato al ricorrente l’accesso\nagli atti ma gli ha anche garantito, per i documenti considerati\nconfidenziali, la facoltà di consultare e commentare in maniera\neffettiva il riassunto dei passaggi rilevanti.\n- Per il resto, le attività del ricorrente erano di natura tale da mettere in\npericolo le relazioni internazionali della Svizzera.\n- Per quanto riguarda gli interessi privati e familiari del ricorrente, un\nritorno in Serbia-Montenegro, tra l’altro paese d’origine della moglie,\nper stabilirvi una vita familiare sarebbe senza dubbio ipotizzabile.\nQuesto implicherebbe per i figli minorenni della coppia un certo numero\ndi ostacoli, che non sono però insormontabili. Inoltre, il ricorrente\nha liberamente scelto importanti restrizioni della sua vita familiare\ncon frequenti viaggi all’estero, prima ancora che il Consiglio federale\nemanasse la decisione di divieto d’entrata. Infine, è possibile, su\nrichiesta, ottenere la sospensione temporanea di questa misura.\n- Di conseguenza, malgrado il suo carattere grave, la decisione di\ndivieto d’entrata tiene conto dei vari interessi in gioco.\nArt. 13 CEDU. Diritto ad un ricorso effettivo.\n- Il diritto ad un ricorso effettivo vale anche quando una misura di\nespulsione dal territorio o di divieto d’entrata è pronunciata per motivi\ndi sicurezza nazionale e può toccare il diritto al rispetto della vita\nprivata e familiare del ricorrente.\n- Nella fattispecie, il Tribunale federale ha esaminato, contra legem, la\nlegalità del divieto d’entrata pronunciato dal Consiglio federale e ha\nquindi fatto in modo che l’art. 13 CEDU fosse rispettato.\n\nEN DROIT\n\nA. Atteinte alléguée au respect de la vie privée et familiale au\nsens de l’art. 8 CEDH\n\nLe requérant, se plaignant de l’interdiction d’entrée en Suisse prononcée\ncontre lui, invoque le droit au respect de sa vie privée et familiale au sens de\nl’art. 8 de la Convention de sauvegarde des droits de l’homme et des libertés\nfondamentales du 4 novembre 1950 (CEDH, RS 0.101, ci-après: la Convention),\nlibellé ainsi:\n\n4\n(libellé de la disposition)\n\n1. Ingérence dans la «vie privée et familiale» du requérant\n\n"}