{"Signatur": "CH_VB_013", "Spider": "CH_VB", "Datum": "2004-09-14", "PDF": {"Datei": "CH_VB/CH_VB_013_JAAC-69-132--_2004-09-14.pdf", "URL": "https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150006827.pdf?ID=150006827", "Checksum": "ee31c6d94b283a4e70c4257198671c0b"}, "Scrapedate": "2026-03-20", "Num": ["JAAC 69.132 \r"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Europäischer Gerichtshof für Menschenrechte 14.09.2004 JAAC 69.132 \r"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Cour européenne des droits de l'homme 14.09.2004 JAAC 69.132 \r"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Corte europea dei diritti dell'uomo 14.09.2004 JAAC 69.132 \r"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Eidgenossenschaft Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Europäischer Gerichtshof für Menschenrechte"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Conféderation Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Cour européenne des droits de l'homme"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Confederazione Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Corte europea dei diritti dell'uomo"}], "ScrapyJob": "446973/70/126", "Zeit UTC": "20.03.2026 01:21:24", "Checksum": "a4d3d6997e334733ee7b2b76d1eeb2ec", "Chunktext": "Extrait de l'arrêt Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Cour européenne des droits de l'homme 14.09.2004 JAAC 69.132 \r\n\n 2\n- La procedura davanti alle due istanze giudiziarie ha avuto una durata\ndi poco superiore ai 25 mesi. Alla luce della relativa giurisprudenza\ndella Corte europea dei diritti dell’uomo (in seguito: la Corte), la durata\ndella procedura è ragionevole, anche se un lasso di tempo di quasi sei\nmesi per la redazione di una sentenza non è trascurabile.\n- La ricevibilità delle prove dipende in primo luogo dalle regole di diritto\ninterno. Il compito della Corte consiste unicamente nel determinare se\nla procedura nel suo complesso è stata equa. I tribunali interni hanno\nvalutato la credibilità degli argomenti e dei mezzi di prova presentati\ndalle parti alla luce delle circostanze del caso e hanno compiutamente\nmotivato le loro decisioni a questo proposito. Non vi è alcun indizio\nsecondo cui sarebbero state tratte conclusioni arbitrarie.\n- Inoltre, la Corte non deve esaminare se sono stati commessi errori di\nfatto o di diritto da parte di un’autorità giudiziaria interna, a meno\nche questi errori abbiano violato diritti protetti dalla Convenzione.\nIl ricorrente non precisa in quale misura la pretesa applicazione\nerrata del diritto procedurale abbia violato i suoi diritti protetti dalla\nConvenzione.\nArt. 35 § 1 CEDU. Esaurimento delle vie di ricorso interne.\nPrima di rivolgersi alla Corte, la violazione invocata deve essere\nstata fatta valere sostanzialmente davanti ai tribunali interni nelle\nforme e nei termini prescritti dal diritto interno. Il ricorrente non ha\nsufficientemente motivato l’allegazione secondo cui non sarebbe stato\nsentito in modo equo. Nel suo ricorso di diritto pubblico, egli si è da\nuna parte limitato a rinviare a quanto invocato davanti al Tribunale\ncantonale di ultima istanza e d’altra parte non è riuscito a dimostrare\ncon un grado di precisione sufficiente quali prove sarebbero state\nignorate. Egli non è nemmeno riuscito a dimostrare la violazione della\nsua libertà di espressione, non ottemperando quindi alle condizioni\nposte in materia di motivazione di un ricorso di diritto pubblico.\n\nEN DROIT\n2.Se basant toujours sur l’art. 6 § 1 de la Convention de sauvegarde des droits\nde l’homme et des libertés fondamentales du 4 novembre 1950 (CEDH, RS\n0.101, ci-après: la Convention), le requérant soulève la durée prétendument\nexcessive de la procédure devant le Tribunal supérieur du canton de\nThurgovie. Il se plaint notamment du fait que l’arrêt dudit tribunal, rendu\nle 6 juillet 1999, ne lui fut notifié que le 28 décembre 1999.\nLa Cour européenne des droits de l’homme (ci-après: la Cour) note d’abord que\nla procédure en question débuta le 30 janvier 1998, date à laquelle la partie\nadverse a déposé sa plainte contre le requérant, et s’est terminée le 21 mars\n2000, avec la notification de l’arrêt du Tribunal fédéral au requérant. Elle a\ndonc duré deux ans, un mois et vingt et un jours. Durant ce laps de temps,\nl’affaire fut examinée par deux instances. A la lumière de sa jurisprudence\npertinente et compte tenu de la durée globale de la procédure litigieuse, la\n\n"}