{"Signatur": "CH_VB_013", "Spider": "CH_VB", "Datum": "2001-06-28", "PDF": {"Datei": "CH_VB/CH_VB_013_JAAC-65-119--_2001-06-28.pdf", "URL": "https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150004994.pdf?ID=150004994", "Checksum": "c465565295f5db54ad43e88a1f8ff12c"}, "Scrapedate": "2026-03-20", "Num": ["JAAC 65.119 \r"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Europäischer Gerichtshof für Menschenrechte 28.06.2001 JAAC 65.119 \r"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Cour européenne des droits de l'homme 28.06.2001 JAAC 65.119 \r"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Corte europea dei diritti dell'uomo 28.06.2001 JAAC 65.119 \r"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Eidgenossenschaft Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Europäischer Gerichtshof für Menschenrechte"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Conféderation Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Cour européenne des droits de l'homme"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Confederazione Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione (1987-2017) Corte europea dei diritti dell'uomo"}], "ScrapyJob": "446973/70/126", "Zeit UTC": "20.03.2026 01:24:09", "Checksum": "90ace9e0bf5ee65e522cd47fa4abba46", "Chunktext": "Extrait de l'arrêt Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération (1987-2017)  Cour européenne des droits de l'homme 28.06.2001 JAAC 65.119 \r\n\n 2\nuntersagt. Im Ergebnis verhinderte diese Bestimmung eine politische\nMeinungskundgabe, so dass für allfällige Verletzungen der\nMeinungsfreiheit der Staat die Verantwortung trägt.\nArt. 10 Abs. 2 EMRK. Eingriff in die Freiheit der Meinungsäusserung.\n- Der Eingriff beruht auf einer hinreichend genauen und zugänglichen\ngesetzlichen Grundlage und verfolgt ein zulässiges Ziel im Sinne dieser\nBestimmung.\n- Die Freiheit der Meinungsäusserung ist Grundlage gelebter\nDemokratie; bei Einschränkungen ist grösste Zurückhaltung geboten,\nerst recht wenn wie im Fall der Beschwerdeführerin politische\nÄusserungen betroffen sind.\n- Gegeneinander abzuwägen sind einerseits die\nMeinungsäusserungsfreiheit der Beschwerdeführerin. Auf der anderen\nSeite bezweckt das Verbot politischer Werbung am Fernsehen generell,\nDruckversuche durch einflussreiche finanzstarke Interessengruppen zu\nverhindern.\n- Da das Werbeverbot auf einzelne Medienarten (Radio und Fernsehen)\nbeschränkt ist, erscheint es nicht als besonders dringender Natur.\nZudem ist die Beschwerdeführerin auch nicht eine finanzstarke\nGruppierung, welche die Unabhängigkeit des Programmveranstalters\ngefährden könnte. Die Weigerung, den fraglichen Werbebeitrag\nauszustrahlen, entsprach mithin keinem dringenden gesellschaftlichen\nBedürfnis.\n- Ebenso unbehelflich ist der Hinweis auf die Möglichkeit der\nAusstrahlung über andere in- oder ausländische Fernsehveranstalter\nstatt der SRG, war letztere doch der einzige landesweit zu empfangende\nVeranstalter.\nArt. 10 in Verbindung mit Art. 14 EMRK. Diskriminierungsverbot.\nArt. 14 EMRK schützt Personen, die sich in vergleichbaren Situationen\nbefinden, vor Diskriminierungen bei der Ausübung der in der\nKonvention gewährleisteten Menschenrechte und Grundfreiheiten. Der\nfragliche Werbebeitrag der Beschwerdeführerin forderte zu geringerem\nFleischkonsum auf, richtete sich gegen Tierfabriken und bezog sich\nauf Tierschutzanliegen; demgegenüber war nach Feststellung des\nBundesgerichts der Werbespot der Fleischindustrie rein kommerzieller\nNatur. Beschwerdeführerin und Fleischindustrie befanden sich mithin\nnicht in einer vergleichbaren Situation.\n\nSentenza VgT Verein gegen Tierfabriken. Divieto di propaganda politica\nalla televisione (art. 18 cpv. 5 LRTV). Violazione della CEDU.\nArt. 35 § 3 CEDU. Condizioni di ricevibilità di un ricorso.\nI complementi al ricorso iniziale possono in particolare costituire la\nprova che il richiedente ha esaurito tutte le vie di ricorso interne, anche\nse questa condizione è realizzata dopo il deposito del ricorso, ma in\nogni caso prima della decisione sulla ricevibilità.\n\n3\nArt. 1 CEDU. Responsabilità dello Stato per l’agire di privati.\n- Oltre agli obblighi negativi dello Stato, dalle garanzie della\nConvenzione possono risultare obblighi positivi di agire, la cui\ninosservanza può provocare la responsabilità dello Stato.\n- Per decidere se la pubblicità della richiedente poteva essere diffusa,\nsia la società anonima per la pubblicità alla televisione (società di\ndiritto privato, attualmente Publisuisse SA) che in seguito le autorità\ne i tribunali nazionali si sono basati sull’art. 18 cpv. 5 LRTV, il quale\nvieta esplicitamente la propaganda politica alla televisione. Questa\ndisposizione ha quindi impedito di fatto l’espressione di un’opinione\npolitica; per questo lo Stato è responsabile per eventuali violazioni della\nlibertà d’espressione.\nArt. 10 § 2 CEDU. Ingerenza nell’esercizio della libertà d’espressione.\n- L’ingerenza si fonda su una base legale sufficientemente precisa\ne accessibile e persegue uno scopo legittimo ai sensi di questa\ndisposizione.\n- La libertà d’espressione è la base di una democrazia viva; eventuali\nrestrizioni devono essere decise con grande prudenza, soprattutto\nquando, come nel caso della richiedente, si tratta dell’espressione di\nun’opinione politica.\n- Occorre effettuare una ponderazione fra la libertà di espressione\ndella richiedente da una parte e il divieto di propaganda politica alla\ntelevisione dall’altra parte; scopo generale di tale divieto è di impedire\nle pressioni di potenti gruppi finanziari.\n- Visto che il divieto di propaganda politica è limitato a certi media\n(radio e televisione), esso non sembra corrispondere a un bisogno\nparticolarmente imperativo. Del resto, la richiedente non è un potente\ngruppo finanziario che potrebbe limitare l’indipendenza dell’emittente.\nIl rifiuto di diffondere la pubblicità in questione non rispondeva quindi\na un bisogno sociale imperativo.\n- È inutile invocare la possibilità di una diffusione su altri canali\nsvizzeri o stranieri al posto della SSR, poiché quest’ultima è la sola i cui\nprogrammi sono ricevuti in tutto il paese.\nArt. 10 combinato con l’art. 14 CEDU. Divieto di ogni discriminazione.\nL’art. 14 protegge gli individui o i gruppi posti in una situazione\nparagonabile contro ogni discriminazione nel godimento dei diritti e\ndelle libertà riconosciuti dalla CEDU. La pubblicità della richiedente\nesortava a ridurre il consumo di carne, esprimeva un’opposizione\nall’allevamento in batteria e concerneva la protezione degli animali;\nper contro, secondo le constatazioni del Tribunale federale, gli annunci\npromozionali dell’industria della carne erano di natura puramente\ncommerciale. La richiedente e l’industria della carne non si trovavano\nquindi in una situazione paragonabile.\n\n4\nRésumé des faits:\n\n"}