Pochi minuti prima di questa sequenza, il giornalista televisivo, nell’ambito dell’esposizione generale sui retroscena e sull’organizzazione della setta, aveva richiamato l’attenzione sull’appartenenza del cosiddetto «Comitato per i diritti dell’uomo» al movimento «Scientology». Se ne conclude pertanto che l’affermazione del ricorrente, secondo cui «Scientology» veniva accusata sulla base di una testimonianza che non la concerne per nulla, risulta infondata. Di conseguenza, non si può affermare di essere in presenza di un pregiudizio alla libera formazione di un’opinione tramite manipolazione; in merito a queste censure, il ricorso è privo di fondamento.