In un certo senso, rimprovera pertanto all’emittente di aver manipolato la libera formazione dell’opinione del pubblico. Dato che il filmato non permette di trarre alcuna conclusione circa il fatto che le affermazioni della signora si riferiscano effettivamente a membri di «Scientology», il ricorrente chiede che la SSR venga obbligata a rendere noto il nome di questa donna. Dal canto suo, la SSR, nella sua presa di posizione si richiama al diritto di non testimoniare. Sostiene che un verbale redatto dall’ufficio della stazione dei Carabinieri del luogo di domicilio dell’interessata, in suo possesso, provi che le affermazioni della signora si riferiscano ad appartenenti di «Scientology».